Ricordate il libro “Mani Nude” di cui ho parlato un paio di post fa?
Bene, l’autrice, giustamente non contenta del poco spazio che tutti i media hanno dedicato al suo libro (e che dedicano a parer mio a alla maggioranza dei libri che non vendono milioni di copie nel mondo, come se un libro non commerciale è un libro che fa schifo a prescindere..) ha pensato bene di creare uno spazio sul web tutto dedicato al romanzo.
E così ha creato due blog.
Nel primo “la creatura è allattata dalla mamma”, ovvero Paola Barbato parla del suo libro, ne riporta dei passaggi, parla delle diverse vicissitudini di quando lo stava scrivendo, presenta titoli e copertine che poi non sono stati usati.. insomma, uno spazio che (io dopo aver letto il libro direi più che giustamente) Mani Nude meritava di avere.
Nell’altro blog invece “la creatura è allattata delle balie”, ovvero il blog è fatto esclusivamente di recensioni (sia positive che negative) di tutti i lettori che hanno letto il libro. E tra le recensioni c’è anche quella che ho scritto io qui sopra.
Che dire? A parte il fatto di essere banalmente contento che la Barbato mi abbia “cagato”, sia passata qui sopra, e abbia letto la mia recensione (che parola grossa, io non sono un critico, volevo solo parlarvi del libro e di quello che a trasmesso a ME), sono rimasto positivamente colpito da come ci sia ancora qualcuno che ci tiene veramente a quello che fa, ma soprattutto da come una scrittrice che partorisce un romanzo con fatica ci tenga all’opinione che hanno I LETTORI. Capite? Non i media, non le vendite (sicuramente anche quelle), ma i lettori. Finalmente qualcuno agisce secondo il sacrosanto concetto che non esisterebbe uno scrittore senza un lettore (la prof al liceo mi aveva fatto una capa tanta per farmi entrare in testa questa cosa), qualcuno che ci tiene a capire nel caso in cui il libro non fosse piaciuto perché e cosa ha sbagliato, qualcuno ci tiene a cosa pensa “la gente”, e porca troia lasciatemelo dire: era ora.
Non posso che essere contento di questa bellissima iniziativa, e naturalmente vi lascio i link dei due siti:
Maninude
Recensioniamaninude
A presto.
Bene, l’autrice, giustamente non contenta del poco spazio che tutti i media hanno dedicato al suo libro (e che dedicano a parer mio a alla maggioranza dei libri che non vendono milioni di copie nel mondo, come se un libro non commerciale è un libro che fa schifo a prescindere..) ha pensato bene di creare uno spazio sul web tutto dedicato al romanzo.
E così ha creato due blog.
Nel primo “la creatura è allattata dalla mamma”, ovvero Paola Barbato parla del suo libro, ne riporta dei passaggi, parla delle diverse vicissitudini di quando lo stava scrivendo, presenta titoli e copertine che poi non sono stati usati.. insomma, uno spazio che (io dopo aver letto il libro direi più che giustamente) Mani Nude meritava di avere.
Nell’altro blog invece “la creatura è allattata delle balie”, ovvero il blog è fatto esclusivamente di recensioni (sia positive che negative) di tutti i lettori che hanno letto il libro. E tra le recensioni c’è anche quella che ho scritto io qui sopra.
Che dire? A parte il fatto di essere banalmente contento che la Barbato mi abbia “cagato”, sia passata qui sopra, e abbia letto la mia recensione (che parola grossa, io non sono un critico, volevo solo parlarvi del libro e di quello che a trasmesso a ME), sono rimasto positivamente colpito da come ci sia ancora qualcuno che ci tiene veramente a quello che fa, ma soprattutto da come una scrittrice che partorisce un romanzo con fatica ci tenga all’opinione che hanno I LETTORI. Capite? Non i media, non le vendite (sicuramente anche quelle), ma i lettori. Finalmente qualcuno agisce secondo il sacrosanto concetto che non esisterebbe uno scrittore senza un lettore (la prof al liceo mi aveva fatto una capa tanta per farmi entrare in testa questa cosa), qualcuno che ci tiene a capire nel caso in cui il libro non fosse piaciuto perché e cosa ha sbagliato, qualcuno ci tiene a cosa pensa “la gente”, e porca troia lasciatemelo dire: era ora.
Non posso che essere contento di questa bellissima iniziativa, e naturalmente vi lascio i link dei due siti:
Maninude
Recensioniamaninude
A presto.
30 Maggio 2008 alle 10:27 pm |
non ho letto a mani nude..ho vagamente idea di chi sia la barbato: però.
Però un bel libro, uno che il pubblico ama, non ha bisogno di questo genere di pubblicità nel Web. Poi, un libro “commerciale” non è un libro che necessariamente fa schifo..e la Barbato è molto più interessata alle vendite di quanto tu possa pensare. Molto..ma molto.
Non idolatrare gli scrittori…
giada
31 Maggio 2008 alle 8:14 am |
Cara Giada,
prima cosa: non penso che un libro “commerciale”, o semplicemente famoso, faccia schifo a prescindere. Ho adorato molti libri di Stephen King, di Faletti, di Baricco, e molti “classici”. Però se ti fai un giro in libreria, vedi cartelloni giganti di puttanate del genere di tre metri sopra il cielo e ho voglia di te. Ecco, questo sì, mi dà in culo, perché in libreria mi piacerebbe trovare consigli di lettura per libri di cui non si parla in tutti gli altri media possibili e immaginabili.
Seconda cosa: ti riporto delle righe scritte dalla Barbato, poi giudica tu.
“19 € sono tanti.
Lo so.
E a me, certo, farebbe comodo che si vendessero tanti libri.
Ma è molto più importante che il libro venga letto!
Un libro non letto è un libro morto!
Quindi quelli che ce l’hanno, quelli che l’hanno già acquistato, se l’hanno apprezzato, lo prestino!”
Ecco, se tu pensi che una scrittrice che dice di prestare il suo libro invece di comprarlo pensi solamente ai soldi..
31 Maggio 2008 alle 4:00 pm |
non siamo più ai tempi di Flaubert…la letteratura è bussiness Ste. Mi dispiace, so che tu che la Bararbato l’ammiri tanto, ma quella citazione è di un ipocrisia pazzesca. Se fosse davvero coerente il suo libro lo metterebbe in rete …si scaricano tanti cd, tanta di quella musica da fare schifo..perchè con i romanzi non si puo fare lo stesso??
giada
31 Maggio 2008 alle 4:34 pm |
Beh lei il suo primo romanzo l’ha pubblicato in rete. Gratuitamente. Poi la Rizzoli, la casa editrice, l’ha notata, ha comprato i diritti, e l’ha “assunta”, e ora ha un contratto, ma un sacco di gente (tra cui il sottoscritto) il suo primo libro l’ha letto gratuitamente. Comunque non vedo cosa ci sia di ipocrita nel dire prestate pure il mio libro, la cosa più importante per me non sono solo i soldi. Ma se ti senti meglio a criticare appena puoi senza neanche aver mai letto niente della persona di cui stai parlando fai pure. Se invece vuoi il libro te lo presto più che volentieri, così se trovi che sia spazzatura, che tutta questa pubblicità sia solo ed esclusivamente una mossa commerciale, almeno puoi sostenere quello che dici con delle argomentazioni più sensate piuttosto che con luoghi comuni generici tipo “non idolatrare gli scrittori”. E ancora se trovi che il libro faccia schifo puoi sempre inviarle una recensione negativa in cui dici tutte le cose che non ti sono piaciute, e troverai la tua recensione pubblicata sul sito, perché (e questo sostiene che non lo fa solo per vendere ma che ci tiene a cosa pensano i suoi lettori) come ho detto sul sito vengono pubblicate anche le recensioni negative.
1 Giugno 2008 alle 6:54 pm |
Ah giusto, siccome non sono in intimità con la Barbato come te non posso dire quello penso perché senno ti incazzi. So di non aver letto il libro, è la prima cosa che ho scritto, INFATTI non mi sembra di aver criticato la Barbato come scrittrice. Non ho parlato di stile, non ho parlato di trama, ho detto che scrive di merda?? Non mi pare, ho solo commentato quella che io considero una bella operazione di marketing. Ho provato ad andare oltre l’iniziativa eroica della Barbato, a guardarla da un punto di vista diverso e tu l’hai preso come un attacco personale.
Cmq grazie per sostenere che critico a priori, senza sapere di cosa sto parlando, solo per il gusto di farlo, per sentirmi meglio.
giada
1 Giugno 2008 alle 8:16 pm |
Guarda, se dici quello che pensi con delle motivazioni sono anche contento, ma se non appena uno scrittore dà uno spazio ai lettori devi vederci del marcio proprio non lo capisco. Una va contro tutte le leggi del marketing dicendo di prestare il suo libro ed è un’ipocrita, rischiando anche il licenziamento dalla casa editrice, perché a quella sì, fregano solo i soldi. Dici che dovrebbe pubblicare gratuitamente, ed è così che ha cominciato, quindi qual è la colpa? Aver accettato un contratto che le permette di tirare avanti a campare ed è una stronza perché non lavora più gratis e non muore più di fame? Dici solo che quest’operazione “la consideri” commerciale, ma non spieghi perché, anche dopo che ti dico che sul blog ci sono anche recensioni che la stroncano: cosa c’è di commerciale nel pubblicare uno che dice di non leggere il suo libro? Insomma, io sono solo contento che dopo anni che seguo la mia scrittrice preferita sono stato considerato da lei insieme ad altri suoi fan e ho uno spazio nel suo blog (questo non vuol dire “essere in intimità con la barbato”, come dici tu, vuol solamente dire essere contenti di qualcosa), mentre tu, che non la conosci, devi venire qui a stroncare la mia contentezza per dirmi dal nulla che sono un idiota perché non mi sono accorto che è un’ipocrita. E su che basi me lo dici? Perché tu conosci “gli scrittori”? Scusa se me la prendo e se penso che giudichi a prescindere..
6 Giugno 2008 alle 6:12 am |
Giada ti chiedo pubblicamente scusa. Continuo a non credere che questi due siti della Barbato siano operazioni meramente commerciali, e potrei continuare a dare decine di motivazioni diverse, ma forse quella più valida è che la prima storia della Barbato risale al ‘97. 11 anni fa. Ed io da quando l’ho letta (circa 7 anni fa credo) ho cominciato a recuperare e a seguire in modo maniacale tutto quello riguardante Paola Barbato: che fossero storie di Dylan Dog, romanzi, recensioni, blog personali, forum, racconti brevi, interviste e biografie in rete, articoli di Giornale (sì perché scrive anche su Il Giornale), e continuerò a seguirla anche nei suoi progetti futuri (attualmente sta anche scrivendo una sceneggiatura per una fiction di sky, oltre a diversi soggetti e sceneggiature per altri fumetti). Questo per dire che forse il motivo per cui mi fido di lei è che LO SO che non pensa solo ai soldi, perché seguo quello che fa da ben 11 anni. Sicuramente penserei ad una motivazione commerciale per chiunque altro che non conosco così bene, come naturalmente hai fatto tu per lei. Quindi scusa, è vero, c’è tanto di personale nelle mie motivazioni, non ti volevo offendere. Mi dispiace ovviamente sentir parlare male della scrittrice, ma soprattutto della PERSONA, che seguo da così tanto tempo e che mi ha fatto riflettere così tanto. Ma non dovevo prendermela con te..
Scusa.
10 Giugno 2008 alle 9:26 am |
in effetti…ti chiedo scusa anch’io. Sono stata un pò aggressiva e presuntuosa, e poi voglio sempre avere ragione…e quando tutti questi aspetti della mia personalità si manifestano simultaneamente…
Scusa ste…
giada