Ragazzi Berlino è stupenda!!!
Non è una città, è un’esperienza. Dopo averla visitata hai l’impressione di essere stato in una decina di città differenti, diversissime tra loro. E’ un crocevia di passaggio, tra est e ovest, tra nord e sud, tra passato e futuro. Tra ordine e chaos. E’ un enorme cantiere in perenne costruzione ed evoluzione. Se la visitassi tra 10 anni troverei una città ancora diversa, nuova, e probabilmente non ci sarebbero più molte delle cose che ho visto in questi 4 giorni. E’ evoluzione, ma senza perdere la memoria dell’incredibile storia che ha vissuto.
In questi 4 giorni io e cami abbiamo girato tantissimo, anche se in molti casi eravamo stanchi morti, ma l’entusiasmo per la bellezza di ciò che vedevamo era talmente grande da spingerci sempre ad andare avanti e continuare. Così in 4 giorni di chilometri macinati abbiamo visto probabilmente quello che un turista vedrebbe in una settimana (eh sì siamo stati bravissimi), eppure al momento del ritorno abbiamo avuto l’impressione di aver visto solo una piccola parte di quello che la città offre.
E che la città HA VOGLIA di offrire.
Perché l’entrata ai musei e ai monumenti principali costava veramente poco, inoltre dicendo che eravamo studenti dall’italia (e solamente in pochissimi casi dovendo mostrare il badge dell’università di padova, altrimenti si fidavano sulla parola) avevamo riduzioni vantaggiosissime. Così per esempio con 7 euro avevamo l’entrata in 5 musei differenti, situati nell’”isola dei musei”: quindi tra i più importanti di Berlino. Audioguida e guardaroba compresi nell’esiguo prezzo di ingresso: incredibile. Questo vuol dire che lì il governo ci tiene alla cultura, la riconosce come elemento vitale fondamentale, ed incoraggia l’uomo ad essere più colto: in molti casi per non dimenticare.
(In italia quanto ci tiene il governo alla cultura? Riflettete, anche solo pensando a quanto costa visitare un museo.)
Andare avanti quindi senza dimenticare il passato. Come dicevo prima, passato e futuro convinono. E questo si vede anche e semplicemente passeggiando per la città: quartieri storici con elementi d’epoca, e come buttati al loro interno, apparentemente a caso, sprazzi di futuro. Edifici in vetro e acciaio che sembrano non seguire alcuna legge della fisica, lucenti, colorati ma anche tetri e oscuri. Un simbolo di questo può essere per esempio (tra i tanti) il palazzo del parlamento (il Reichstag): enorme, imponente e di stile molto classico. Ma con un’enorme cupola ultramoderna in vetro e acciaio, con al centro una colonna di specchi e nella parete interna un percorso a spirale per raggiungere la cima della cupola e vedere dall’alto la città.
Il futuro vive sopra il passato, senza eliminarlo. Il passato vive sopra il futuro, senza eliminarlo.
Berlino è quindi anche libertà. E’ un parco giochi dell’architettura, in cui gli architetti non “lavorano”, ma SI DIVERTONO. Ma la libertà non è solo quella architettonica. E’ anche – e soprattutto – quella umana. Lo si capisce dai mille particolari che vedi in giro. Lavoratori che coprono importanti cariche, che sorvegliano un partimonio culturale mondiale, vestiti di nero in giacca e cravatta, ma pieni di piercing e con capigliature quasi punk: ciò mi fa pensare che al momento dell’assunzione ti vedono per quello che sei e che vali, e non per come appari. (Il confronto con l’Italia mi pare ancora una volta d’obbligo. Vi prendono secondo voi se andate a fare un colloquio di lavoro con 5 piercing per orecchio? Ancora una volta, riflettete…)
Niente mi ha mai dato una simile idea di libertà. Pensate ancora che il sindaco di berlino è omosessuale. Ed io, che odio profondamente sentire discorsi tipo ma quello è gay seguiti da risatine senza senso, (in ginocchio sui ceci dietro la lavagna a vergognarvi per una settimana senza mangiare né bere) ero veramente in estasi, avevo una sensazione di libertà mai provata prima.
Io e cami abbiamo fatto centinaia di foto, e io tantissimi video. Non riesco a mettere delle foto qui, semplicemente perché dovrei fare una selezione. E non ci riuscirei mai. Non potrei mai neanche parlarvi, in un intervento generale come questo, di tutte le cose che abbiamo visto, perché, oltre ad essere tantissime, ognuna meriterebbe un bel post. Probabilmente invece scriverò dei singoli interventi su alcune delle cose che abbiamo visitato. Anche se so già che non riuscirò mai a farvi rimanere a bocca aperta, come stavamo io e cami gran parte del tempo trascorso a Berlino.
Non è una città, è un’esperienza. Dopo averla visitata hai l’impressione di essere stato in una decina di città differenti, diversissime tra loro. E’ un crocevia di passaggio, tra est e ovest, tra nord e sud, tra passato e futuro. Tra ordine e chaos. E’ un enorme cantiere in perenne costruzione ed evoluzione. Se la visitassi tra 10 anni troverei una città ancora diversa, nuova, e probabilmente non ci sarebbero più molte delle cose che ho visto in questi 4 giorni. E’ evoluzione, ma senza perdere la memoria dell’incredibile storia che ha vissuto.
In questi 4 giorni io e cami abbiamo girato tantissimo, anche se in molti casi eravamo stanchi morti, ma l’entusiasmo per la bellezza di ciò che vedevamo era talmente grande da spingerci sempre ad andare avanti e continuare. Così in 4 giorni di chilometri macinati abbiamo visto probabilmente quello che un turista vedrebbe in una settimana (eh sì siamo stati bravissimi), eppure al momento del ritorno abbiamo avuto l’impressione di aver visto solo una piccola parte di quello che la città offre.
E che la città HA VOGLIA di offrire.
Perché l’entrata ai musei e ai monumenti principali costava veramente poco, inoltre dicendo che eravamo studenti dall’italia (e solamente in pochissimi casi dovendo mostrare il badge dell’università di padova, altrimenti si fidavano sulla parola) avevamo riduzioni vantaggiosissime. Così per esempio con 7 euro avevamo l’entrata in 5 musei differenti, situati nell’”isola dei musei”: quindi tra i più importanti di Berlino. Audioguida e guardaroba compresi nell’esiguo prezzo di ingresso: incredibile. Questo vuol dire che lì il governo ci tiene alla cultura, la riconosce come elemento vitale fondamentale, ed incoraggia l’uomo ad essere più colto: in molti casi per non dimenticare.
(In italia quanto ci tiene il governo alla cultura? Riflettete, anche solo pensando a quanto costa visitare un museo.)
Andare avanti quindi senza dimenticare il passato. Come dicevo prima, passato e futuro convinono. E questo si vede anche e semplicemente passeggiando per la città: quartieri storici con elementi d’epoca, e come buttati al loro interno, apparentemente a caso, sprazzi di futuro. Edifici in vetro e acciaio che sembrano non seguire alcuna legge della fisica, lucenti, colorati ma anche tetri e oscuri. Un simbolo di questo può essere per esempio (tra i tanti) il palazzo del parlamento (il Reichstag): enorme, imponente e di stile molto classico. Ma con un’enorme cupola ultramoderna in vetro e acciaio, con al centro una colonna di specchi e nella parete interna un percorso a spirale per raggiungere la cima della cupola e vedere dall’alto la città.
Il futuro vive sopra il passato, senza eliminarlo. Il passato vive sopra il futuro, senza eliminarlo.
Berlino è quindi anche libertà. E’ un parco giochi dell’architettura, in cui gli architetti non “lavorano”, ma SI DIVERTONO. Ma la libertà non è solo quella architettonica. E’ anche – e soprattutto – quella umana. Lo si capisce dai mille particolari che vedi in giro. Lavoratori che coprono importanti cariche, che sorvegliano un partimonio culturale mondiale, vestiti di nero in giacca e cravatta, ma pieni di piercing e con capigliature quasi punk: ciò mi fa pensare che al momento dell’assunzione ti vedono per quello che sei e che vali, e non per come appari. (Il confronto con l’Italia mi pare ancora una volta d’obbligo. Vi prendono secondo voi se andate a fare un colloquio di lavoro con 5 piercing per orecchio? Ancora una volta, riflettete…)
Niente mi ha mai dato una simile idea di libertà. Pensate ancora che il sindaco di berlino è omosessuale. Ed io, che odio profondamente sentire discorsi tipo ma quello è gay seguiti da risatine senza senso, (in ginocchio sui ceci dietro la lavagna a vergognarvi per una settimana senza mangiare né bere) ero veramente in estasi, avevo una sensazione di libertà mai provata prima.
Io e cami abbiamo fatto centinaia di foto, e io tantissimi video. Non riesco a mettere delle foto qui, semplicemente perché dovrei fare una selezione. E non ci riuscirei mai. Non potrei mai neanche parlarvi, in un intervento generale come questo, di tutte le cose che abbiamo visto, perché, oltre ad essere tantissime, ognuna meriterebbe un bel post. Probabilmente invece scriverò dei singoli interventi su alcune delle cose che abbiamo visitato. Anche se so già che non riuscirò mai a farvi rimanere a bocca aperta, come stavamo io e cami gran parte del tempo trascorso a Berlino.
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