19 Febbraio 2008
Caro Bumbu,
come saprai è di nuovo tempo di campagne elettorali, ergo di elezioni. L’ultima volta ho pensato:
non voto.
E così ho fatto.
Ora, rimanendo sempre dell’opinione che chiunque salga sul trono vuole solo arricchirsi, ho pensato:
non votare non serve a un cazzo.
Aggiungerei “purtroppo”.
Una prima idea per le future elezioni era stata:
scrivo insulti sulla scheda elettorale.
Ma non è un’idea molto valida, visto che porta alla stessa conclusione della precedente.
L’unica alternativa rimane prendere una posizione.
E votare.
E andare a votare per qualcosa che so già che andrà contro di me è una cosa che mi butta terribilmente giù.
Mi mette una tristezza addosso che neanche un anno di cielo grigio…
Ma per ora la trovo l’unica cosa intelligente da fare.
1 – Informarsi il più possibile.
2 – Prendere una posizione.
3 – Assumersene le responsabilità e votarla.
4 – Smettere di sperare in qualcosa di meglio.
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Pubblicato da webmarri
13 Febbraio 2008
Caro Bumbu,
a me i film horror piacciono. Davvero tanto. Molte volte la prendo come una sfida per vedere se riescono a spaventarmi, angosciarmi, farmi star male, e… pochi ci riescono. Ne ho visti talmente tanti che oramai mi aspetto quasi tutto, e nel 90% dei casi mi annoio… Ma nonostante ciò continuo a guardarli appena posso, mi piace questa sfida. Anche perché certe volte mi metto a pensare a quanto si divertono gli attori recitando alcune scene. Soprattutto quelle più esplicite. Lo spettatore è lì a cagarsi addosso (si spera) quando magari sta vedendo una scena che gli attori hanno girato una ventina di volte perché non riuscivano a smettere di ridere, per il solletico, perché stavano prendendo a coltellate un pallone truccato di pomodoro che in qualche modo li assaliva o cose simili. Succede che durante scene di questo tipo io mi metta a ridere.
Ieri sera però per la prima volta ho visto un horror che mi ha fatto pensare seriamente che devo smettere di nutrirmi di questo genere. Si tratta di Hostel part II. Un bellissimo film, con scene che veramente ti fanno venir voglia di urlare e vomitare per l’orrore a cui stai assistendo. Ma non sono stati tanto il sangue, le torture e gli effetti speciali che vedi ad avermi fatto star male. E’ la cattiveria che quel film descrive. Cattiveria vera, dell’animo umano, scelte terribili che le persone compiono, che proiettano lo spettatore da una violenza carnale ad una violenza psichica.
Credo che uno degli scopi del film sia raggiungere un fattore psicologico nella mente dello spettatore a cui pochissimi altri film riescono ad arrivare: farti sentire in colpa, farti sentire una merda: te povero spettatore che stai solo guardando un film per passatempo. E, nel bene e nel male, non puoi che fare i complimenti al film con tanto di inchino, perché riesce pienamente nel suo intento.
Dopo aver riflettuto parecchio sul film (sul suo significato più che sulle scene) ho pensato che forse è stato il primo horror ad avermi dato quello che cerco veramente e che pretendo quando vedo queste pellicole. Insomma, è arrivato a farmi pensare di smettere di guardare horror, che stavo diventando una persona terribile e cose del genere. Il regista per la prima volta è riuscito a illudermi, a giocare con la mia mente rigirandomela come un calzino, e mi ha dato una sconfitta di quelle che ti ricorderai per un bel po’ di tempo.
Insomma, se è vero che per me guardare gli horror è una sfida, stavolta, finalmente, dopo chilometri di pellicole e noiose vittorie, ho perso.

E ora?
Ora. Beh… non mi resta che sperare con tutto il cuore che esca al più presto un Hostel part III.
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Pubblicato da webmarri
10 Febbraio 2008
Caro Bumbu,
questa settimana è stata un po’ impegnativa.
A parte il raffreddore che mi trascino da quasi 10 giorni (ma per fortuna c’è rinogutt…) ho cominciato un nuovo lavoro. Lo faceva Giulia, che siccome è partita per l’erasmus (anche lei…) mi ha chiesto di sostituirla nei mesi in cui non ci sarà. Il lavoro è quello di collaboratore all’”English International School of Padua”. Detto così sembra figo… In poche parole io e altri collaboratori ci dobbiamo occupare dei bambini e dei ragazzi (ci sono sia elementari che medie) durante l’ora del pranzo, quindi fondamentalmente dare una mano a mensa e vedere che non si scannino mentre corrono come dei pazzi nell’area all’aperto. Il lavoro mi piace per parecchi motivi:
- si lavora una o massimo 2 ore al giorno (dipende se quel giorno devo fare solo le elementari o anche le medie), quindi non mi sottrae molto tempo ed energie dal resto della giornata
- non c’è un contratto e se non posso andare non devo avvertire nessuno, il che mi piace molto, soprattutto in vista della ripresa delle lezioni del secondo semestre
- c’è un autobus che mi porta da casa mia a lì davanti
- pranzo lì gratis 5 giorni la settimana, risparmiando quindi un bel po’ di soldi
- i bambini più piccoli mi mettono addosso una bella sensazione, mi fanno sorridere e mi buttano addosso un bel po’ di positività (mi chiamano “maestro”!!! Anche se io mi definirei più “bidello”)…
Comunque a parte questo lavoro continuo imperterrito a fare chilometri di volantinaggio appena posso. A questo aggiungi la preparazione di un esame, la traduzione a pagamento di un libro dell’inglese all’italiano e i miei che rompono chiedendomi quando torno giù…
Direi che sono abbastanza provato per questa settimana, ma spero di riuscire a portare avanti tutto quanto.
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Pubblicato da webmarri
6 Febbraio 2008
Caro Bumbu,
oggi ti posto questo bellissimo video dei Verdena della canzone “Isacco nucleare”.
Per la realizzazione del video i Verdena avevano organizzato un contest su
QOOB, piattaforma simile a youtube ma a parer mio molto meglio e anche graficamente più figa. Molti utenti di qoob hanno partecipato al contest e realizzato un video per la canzone, e infatti ne esistono decine. Questo è quello che ha vinto.
Complimenti a chi lo ha realizzato!!!!!
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Pubblicato da webmarri
5 Febbraio 2008
Questi giorni prima di dormire leggo sempre un po’ del Diario di Anna Frank, uno dei mille must letterari che mi mancano. Mi piace molto il fatto che lai all’inizio del diario sente il bisogno di dargli un nome, come se il momento di scrivere lei lo considerasse come il momento delle confidenze con la sua migliore amica. Così chiama il diario Kitty, e ogni volta che scrive sul diarrio inizia con “Cara Kitty,…”.
Ho pensato che è molto bella questa cosa di scrivere per confidarsi, e non scrivere perché un pubblico legga, come avviene oggi nella stragrande maggioranza dei blog online. Ovvio che se tieni un blog piuttosto che un diario (o al massimo se li tieni entrambi), sul blog scrivi perché vuoi comunicare ad altri, ci mancherebbe altro, quindi è un po’ un discorso del cazzo. Però insomma questo fatto di rivolgersi al diario come fosse un essere umano mi è piaciuta parecchio, e ora voglio dare anche io un nome al blog, anche perché mi sono rotto di rivolgermi sempre a “voi che leggete”.
Devo quindi decidere che nome dare a questo blog. Penso che gli darò il nome che vorrei dare un giorno al mio animale domestico:
BUMBU!!!!
Quindi sono abbastanza certo che dalla prossima volta i miei post inizieranno con “Caro Bumbu…”
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Pubblicato da webmarri