Devo

23 Marzo 2009
Devo tornare a scrivere devo devo devo.
E non perché senta il bisogno di dire qualcosa di fondamentale, ma perché ideologicamente credo molto nello scrivere. E questa mia ideologia ovviamente sta risentendo gli effetti di facebook/ammazzabloggher.
Vabè, ma non è solo questo, è un periodo moooooooolto intenso, fisicamente ed emotivamente, di cui sono sì molto soddisfatto, ma non mi capità più tanto di mettermi qui sopra.
Comunque.
Tornerò presto a scrivere, non che ve lo assicuri, ma è quello che voglio.
Anche di cazzate che più cazzate non si può, e vaffanculo che non legge nessuno, e vaffanculo che oramai si sta solo su facebook, vaffanculo che un libro (no, un blog nel mio caso) esiste solo se esistono i lettori, chissenefrega??
tornerò.

… ch ch ch ch changes…

7 Giugno 2008
Al via la settimana prossima un corso per me importante, quello privato di web designer su cui ho investito molto: tempo, denaro, ma soprattutto coraggio e futuro.
Un grazie di tutto cuore lo devo a Camilla, che mi è sempre stata vicino e mi ha sempre spinto a fare quello in cui credo, e a non fare le cose per forza solo perché me lo dicono gli altri.
Grazie, davvero.
Questi ultimi mesi sono stati un periodo un po’ difficile, fatto per lo più da insoddisfazione. Quindi incertezza, cambiamenti, elettricità e nervosismo: sono sempre ansioso e incazzato, Camilla lo sa ed è quella che ne subisce di più le conseguenze.. grazie anche per questo.
Sono anche stati mesi in cui la maggior parte della gente si è sentita in dovere – e in potere – di dirmi quello che è meglio per me, di sapere che il mio futuro sarà buio visto che lascio l’università, di rimanerci male e dispiacersi per la mia scelta, di guardarmi con gli occhi di chi prova pena per qualcuno. Beh, grazie anche a voi per non credere in me: mi avete reso ancora più deciso a seguire la mia strada.
Ma per fortuna la maggior parte dei miei Amici, quelli con la A maiuscola… me li sono scelti bene.

L’ultimo desiderio

5 Giugno 2008
L’inventore delle pringles è morto.
Secondo le sue volontà si è fatto cremare, le sue ceneri sono state messe in un tubetto di pringles, e sono state sepolte.

Non è una barzelletta.


Clap your hands to him

14 Dicembre 2007
Quest’uomo è bravissimo, si chiama Julian Beever. Godetevelo!








Tutti in fiera

18 Novembre 2007
Dopo quattro anni che non sono a Padova quando c’è la fiera del fumetto, quest’anno è finalmente stata la volta buona per vedere un po’ di cosa si trattava.
Prima di tutto bisogna precisare che non era propriamente la fiera del fumetto, ma era la fiera di TUTTO QUANTO. Tra i vari padiglioni infatti potevi trovare anche: giochi e modellini, collezionismo di ogni cosa, materassi, computer, macchine fotografiche digitali e non, compravendita e scambio di cd e dischi usati e non, cibo, attrezzi sportivi, macchine eccetera eccetera eccetera.
Figo.
Naturalmente non potevo astenermi dallo spendere soldi inutilmente (oltre ai 5 sacchi d’ingresso) e dal fare figure di merda.
Andiamo con ordine.
Il padiglione musicale era una figata: vinili di ogni tempo e di ogni genere, rari e non. Minimo un’ora io e il mio fidato coinquilino siamo stati a curiosare tra quei dischi e lì ho fatto il mio acquisto: l’elleppì di “desaparecido”, primo disco dei Litfiba del 1985!!! Avendolo pagato solo 30 euro dubito che sia la prima edizione, anche perchè poi c’erano anche altri singoli in vinile dei litfiba (vere rarità del calibro di “transea” o l’”eneide di kripton”) che costavano sui 250 euro. Ahhh ad avere i soldi… Cmq mi ritengo molto soddisfatto del mio acquisto, che ho appena appeso in camera:

Bello vero???
L’altro momento saliente del pomeriggio in fiera è stato nel padiglione gastronomico, più precisamente nello stand della porchetta. C’era questo stand pieno di cose buonissime, panini, affettati vari, assaggini… e poi c’era una vera testa di porco, enorme, messa li, per esposizione e per attirare i passanti. Io e stefano la guardiamo incuriositi e iniziamo a scrutarla. La porchettara, vedendo due loschi individui che si aggirano davanti il suo stand, giustamente si avvicina e mi chiede:
“Vuoi un panino con la porchetta? Una focaccia con la porchetta?”
E io:
“Vorrei una FOTO con la porchetta.”
Non sapendo come comportarsi in situazioni non preventivate come questa, se ne va e lascia soli i due ritardati.
Il risultato è questo:

Bene, con questa bella immagine vi saluto calorosamente.

Smells like teen spirit

25 Agosto 2007
Ebbene…
oggi ho perso.
Oggi: 25 agosto 2007.
Oggi pomeriggio.
E’ stata una guerra durata più di un anno e mezzo, fatta di tante piccole battaglie.
Io le volevo, ma una parte di me si imponeva e mi diceva di no. Eppure loro erano sempre lì, a guardarmi con quegli occhietti che..
Mi tentavano.
Bastarde.
Ogni volta che le vedevo era una battaglia.
Fino ad oggi le avevano sempre perse. Ero io il signore della guerra, IO CAZZO!!! IOOOO!!!!

E invece no.

Hanno giocato di astuzia, con pazienza, infierendomi piano piano tanti piccoli colpi. Quasi impercettibili. Anzi del tutto. Non mi ero minimamente accorto che mi stavano massacrando, stavano vincendo loro la guerra, stavano tessendo il filo della loro ragnatela, stavano modellando la mia mente, fino a farmi alzare disperato la bendiera bianca.

Il colpo più duro è stato su quella foto con kurt kobain.
Un pezzo di storia.
E anche loro.
In quella foto c’erano tre pezzi di storia.
Kurt.
La fender stratocaster mancina.
Loro.

loro

loro

Senza questo tiro mancino non sarebbe valso a nulla l’attacco decisivo che mi hanno sferrato oggi.
Vederle a soli 44 euro.

E così..

sì..

le ho prese.

Converse all star alte nere con la punta bianca.

sconfitto


Una bella storia

22 Giugno 2007
Oggi ho dato il mio terzultimo esame: informatica generale. Lo avevo già passato un anno e mezzo fa ma avevo preso 18, e siccome non l’avevo ancora registrato, in uno stato di esaltazione dovuto all’esito positivo dei miei ultimi esami, mi sono detto: rifacciamolo! E, anche se ho aggiunto un altro po’ di fatica a tutta quella che già c’era questi giorni, alla fine ne è valsa la pena: un bel 27:)
Poi ieri l’altro ho dato anche letteratura inglese II, ma quell’esame lì merita un intervento a parte, perché il prof è veramente un personaggio.. uno di quelli che se lo conosci ti fa aggiungere alla tua scorta di aneddoti qualcosa con cui stupire gli amici e da raccontare ai tuoi figli.. Fatto sta che alla fine, dopo avermi fatto perdere 3 chili e 5 anni di vita tutti insieme, mi è andata bene anche quella, e ho preso un bel 30, il secondo sul mio libretto.
E ora sono a meno 2: storia contemporanea e letteratura portoghese.. ma non dico nulla di più x finta scaramanzia.
Quindi il periodo di stress da esami è tuttaltro che finito, ma almeno so che mi manca un po’ di meno. Inoltre stasera vado (mi sembrano anni che non esco, se escludiamo le sere che passo con Cami in aula studio Japelli) al concerto dei Verdena allo Sherwood. Ebbene sì, finalmente è arrivato il momento e spero non deludano le mie aspettative perché sono abbastanza alte, ma a parte questo una serata di svago la vedo proprio bene. Se poi aggiungiamo che oggi io e cami facciamo ben 8 mesi direi proprio che dopo tanto stress, finalmente è arrivata una bella giornata.

E ora: lo volete sapere chi sono le tre belle signore della foto in b/n dell’intervento scorso?
Ebbene, vi presento il “Trio Lescano”, popolarissimo in Italia tra gli anni 30 e gli anni 40 e artefice di alcune di quelle canzoni che uno conosce fin da bambino e crede che esistano da sempre e non abbiano un vero e proprio autore.
Come dicevo, il trio era popolarissimo in Italia, anche se le tre sono Olandesi e si chiamano Alexandra, Judith e Kitty Leschan, italianizzate in Alessandra, Giuditta e Caterinetta Lescano.
(Vabbè, la traduzione è orrenda, ma immagino che sotto il fascismo non si potesse fare a meno di italianizzare qualcosa, quindi l’idea di lasciare i nomi in inglese non sarà neanche stata presa in considerazione)
La stile vocale del trio si basava sulla tecnica “vocalese”: ogni membro del gruppo canta la stessa melodia su un’ottava diversa per creare un armonia polifonica. Un po’ come i Beatles, ma quasi 30 anni prima.
Per darvi una vaga idea della loro popolarità vi bastarà guardare i titoli di alcuni dei loro successi e pensare che sono ancora straconosciuti: “Maramao perché sei morto”, “Pippo non lo sa”, “Il pinguino innamorato”, “Bellezza in bicicletta”, “Mille lire al mese”.. Lo so che vi fanno ridere questi titoli ma dovete pensare che hanno regalato dei momenti di felicità a un mare di persone in periodi in cui la felicità era davvero difficile da raggiungere: quelli del fascismo e della seconda guerra mondiale.
La stampa italiana di allora le definì “Le tre grazie del microfono”, o ancora “Le sorelle che realizzano il mistero della trinità celeste”. Per il loro successo ottennero la cittadinanza italiana e si dice che perfino il duce si fermasse a salutarle.
(anche se a me fa un po’ ridere l’immagine di Mussolini che mette su un 33 giri da cui escono le note di “Maramao”…)
La loro storia però assunse presto una svolta drammatica: nel 1943, causa l’origine ebrea della madre, le tre sorelle vennero prima cancellate da qualsiasi programma radiofonico, poi accusate di spionaggio e incarcerate. L’accusa era assurda e sosteneva che attraverso le loro canzoni mandassero messaggi in codice al nemico.
Finita la guerra, dopo due anni di silenzio, il trio decise di congedarsi dal pubblico italiano con un’ultima interpretazione alla radio, dopodiché le tre sorelle continuarono la loro carriera artistica in Sudamerica.
Ora riposano in pace.


Ma non fate le orientali!

13 Maggio 2007
Allora, mai cominciare una frase con “Allora”.
Sono appena tornato a padova e in treno sedute vicino a me c’erano, una di fronte all’altra, due donne giappocinoreane.. ok ok non è razzismo ma non ho ancora imparato a distinguere la provenienza degli orientali dai tratti somatici.. e neanche l’età, comunque saranno state sulla quarantina e passa..

Mentre conversano amabilmente su non so cosa (A – parlavano la loro lingua B – comunque avevo le cuffiette..) una delle due estrae due vasetti di jogurt.

Fine dell’aneddoto.

Scherzo.

Un vasetto per lei e uno per la sua amica (o parente, o moglie..). Dopodiché, sempre conversando, inizia a giocherellare con una cannuccia. I vasetti di jogurt ancora chiusi. Un minuto più tardi estrae un tagliaunghie e, con la proverbiale meticolosità orientale inizia a tagliare la cannuccia in due, nel centro, con una sezione obliqua.

Fine dell’aneddoto.

Scherzo.

Una volta ricavate le due cannucce, visibilmente soddisfatta ne dà una all’amica, ma questa la posa e continua a tenere il vasetto chiuso, mentre la nostra mecgaiver apre il suo e inizia a mangiare.
Voi penserete: noooo si succhierà mica lo jogurt! E io vi dirò: NO! Usa la cannuccia come cucchiaino! Fa dei minibocconi e dopo 5 minuti non ha mangiato neanche un decimo del vasetto che io avrei finito con tre cucchiaiate.

Fine dell.. ok scherzo e la smetto..

Mentre continua a sentire quello che dice l’allegra compare (che probabilmente la starà prendendo per il culo), a un certo punto si vede palesemente che si rompe i coglioni di mangiare con la sua proverbiale meticolosità, così infila la cannuccia dentro e succhia tutto insieme.

Le va di traverso lo jogurt..

Inizia a tossire che mammamiaperfortuna non ha vomitato..

Smadonna in orientale..

Prende dalla borsetta un cucchiaino di plastica e con due bocconi finisce lo jogurt!!

Mentre sconvolto assisto a questo spettacolo penso ininterrottamente: no, cazzo, non è possibile che dopo anni e anni di messa in onda su rete4 passano Walker Texas Ranger su Italia1..


Nathan, Dimebag, David, John, e tutti gli altri. Una storia nera

23 Ottobre 2006
Nathan Gale: alto e robusto, volto adolescenziale, aspetto innocuo. Agli inizi del 2004 entra nell’esercito americano.

Darrel Lance Abbot nasce a Dallas il 20 agosto 1966. Dopo essersi fatto conoscere in tutto il Texas come chitarrista strepitoso, lui e suo fratello Vincent (batterista), sul finire degli anni 80 fondano i Pantera.

Per festeggiare l’entrata nelle forze armate, la madre regala a Nathan una pistola calibro 9 semiautomatica.

Dopo aver cambiato diversi nomi d’arte, Darrel adotta definitivamente quello di Dimebag. Dimebag e Phil Anselmo (voce e leader dei Pantera) trascinano la band sull’olimpo della musica metal.Violenza estrema, originalità e qualità permettono ai Pantera un’ascesa vertiginosa, fama e meritato successo già dai primi mesi di vita del gruppo.

Neanche un anno e Nathan Gale, 24 anni, a novembre viene espulso dall’esercito per riscontrati disturbi mentali. Pochi giorni dopo, per un raptus di follia, Nathan Gale devasta un locale arrecando danni per 1800 dollari. Viene arrestato e rilasciato il giorno dopo su cauzione.

Dimebag ha uno stile unico e riconoscibilissimo, fatto di assoli a dir poco taglienti, distorsioni pesantissime e riff impossibili. La “Washburn”, casa produttrice di chitarre, gli dedica il modello “Dime”. Inutile parlare delle vendite di quel modello.

Uno dei fan che compra quella chitarra è Nathan Gale. Quando suona col suo gruppo amatoriale, Nathan porta con sé dei nuovi testi, che in realtà sono solo delle brutte copie di quelli dei Pantera, suoi idoli. Arriva a sostenere che i Pantera abbiano rubato i suoi testi.

Anno 2004: i Pantera si sciolgono. Dalle loro ceneri nascono i Damageplan, sempre fondati dai fratelli Abbot. Subito il nuovo gruppo ha riscosso i consensi del pubblico metal, non deludendo i vecchi fan dei Pantera. A parte uno.

I primi disturbi mentali di Nathan coincidono col periodo immediatamente successivo lo scioglimento dei Pantera.

8 dicembre 2004: concerto dei Damageplan a Columbus, in Ohio.

Nathan è a quel concerto. Dopo essersi aggirato per un po’ tra il pubblico, all’improvviso sale sul palco, estrae la sua calibro 9 e la punta addosso a Dimebag. Urla: “E’ colpa tua se i Pantera si sono sciolti”. Spara. Lo fredda. Uccide anche un membro della security. Spara a tre spettatori. Ne prende un altro in ostaggio per fuggire, ma un poliziotto prende la mira e lo becca. E Nathan muore, davanti alle centinaia di persone attonite che erano in quel locale.

8 dicembre: una data fatidica.

8 dicembre 1980: David Chapman spara a John Lennon (40 anni) accusandolo di aver fatto sciogliere i Beatles.

8 dicembre 2004: Nathan Gale spara a Dimebag (38 anni) accusandolo di aver fatto sciogliere i Pantera.

Dimebag è sepolto nella “Kiss Kasket”, bara che prende il nome dalla storica rock band dei kiss.

Ho letto questa storia su un articolo della rivista “Noir”. Non sono un metallaro, ma secondo me era una storia da raccontare, così ho scomposto l’articolo a modo mio. Sono rimasto di stucco quando ho letto le coincidenze del giorno dell’immacolata concezione, ma qualcosa mi frullava per la mente e non capivo cosa.
Sono rimasto ancor più di stucco quando ho capito cosa mi turbava.
Sentite qua.

Tra la fine dei ’70 e gli inizi degli ’80, per quanto riguarda l’ambiente musicale, l’aria che si respira è quella new wave, generata dall’album dei Sex Pistols e dal genere (il punk) che questi hanno lanciato.
In Italia da quest’ondata di energia nascono centinaia di gruppi, molti dei quali muoiono pochi mesi dopo. Gruppi meteore, che hanno in comune energia, voglia di spaccare il culo al mondo, facendo casino e fottendosene di tutte le regole.
Nonostante quest’ambiente così distante, per tempo e per ideologie, dalla musica dei fab4, una sera l’assurda morte di John Lennon fa il giro del mondo. Sconvolgendolo.
E proprio quella sera un gruppo new wave dei tanti, formatosi appena pochi giorni prima, tiene il suo primo concerto in assoluto nella “Rockoteca Brighton” di Firenze.

8 dicembre 1980: debutto dei Litfiba.


I Litfiba e gli stronzi

16 Ottobre 2006
Dalla formazione dei Litfiba al momento in cui è stato reso noto il significato della parola Litfiba sono passati un bel po’ di anni.

I temi delle loro canzoni sono stati sempre molto profondi e impegnati, solo raramente leggeri e scontati.

Tra i temi: No alla violenza, al razzismo, alla segregazione, alla pena di morte, alle dittature, salvaguardia dell’ambiente, del nostro ecosistema, della nostra libertà, antimilitarismo, difesa dei deboli e degli oppressi, effetti devastanti di alcool e droghe, tragedie di guerre e di morti…

Eppure qualche figlio di puttana, quando ancora non era stato reso noto il significato del loro nome, mise in giro la voce che questo volesse dire: L’ITalia FInisce a BAri… accusandoli di un assurdo razzismo, quasi “leghista”…

Il nome invece si riferisce al luogo in cui si trova la cantina dove si sono formati nell’80, che era la loro “sala prove”.
Ovvero Località ITaliana FIrenze via de’ BArdi.

Tutto ciò mi porta ad una riflessione etica di indubbio spessore:

ce n’è di stronzi in giro